domenica 2 maggio 2010

Essere o non essere…........ con Berlusconi o Gianfranco Fini ???

E’ ormai da un paio di settimane che continua lo stillicidio politico tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini all’interno del Partito delle Liberta’. Ormai è guerra aperta su tutti i fronti e in verità non si sa dove possa sfociare: se in una convivenza da separati in casa fino alle prossime elezioni politiche fra tre anni, oppure, cosi come dice la Lega di Bossi, a elezioni anticipate. Il problema è che il PDL continua a presentarsi alle consultazioni elettorali qui e la per l’Italia, sempre col simbolo che ben conosciamo, anche se poi il candidato è sempre uno solo, almeno per le elezioni provinciali. Qui casca l’asino, infatti ci potrebbero essere elettori a cui non piace la svolta politica da separato in casa di Gianfranco Fini, e che quindi vorrebbero poter scegliere tra astenersi o votare un altro partito della stessa coalizione. Il problema è che in questo momento tutti gli esponenti, a parte quelli che conosciamo bene a livello nazionale, sono ben abbottonati e se ne guardano bene da prendere posizione e dire da che parte stanno. Chi ci perde è l’elettore, che potrebbe cadere in inganno e dare la propria preferenza al candidato della opposta corrente del PDL. A Ozieri a breve, saremo chiamati a dare il nostro contributo per il rinnovo del consiglio provinciale e il PDL riconferma la candidatura di Antonio Doneddu ex Alleanza Nazionale e quindi ex Finiano di ferro. Ora la domanda viene spontanea: Ma Antonio Doneddu è disposto ancora a perorare la causa picconatrice di Gianfranco Fini, oppure ha cambiato idea e intende abbracciare quella Berlusconiana? Io di persona non gliel’ ho chiesto, ma credo che un elettore del PDL che si appresta ad entrare nell’urna elettorale per dare la propria preferenza debba saperlo, soprattutto per chiarezza politica. E’ per questo che abbiamo lanciato un sondaggio conoscitivo per sapere cosa ne pensano i nostri lettori, visto che un proclamo pubblico da parte dell’amico Doneddu non è stato ancora fatto. Speriamo possa al più presto chiarire la propria posizione, se vorrà anche intervenendo in questo Blog, che ogni giorno viene letto da circa 200 internauti col mio stesso dubbio. Sarebbe troppo comodo caro Antonio tenere i piedi in due staffe, anche se in politica si è abituati a queste consuetudini, aspettando il momento piu’ opportuno per abbracciare la corrente che poi rimarrà in maggioranza. E non venirmi a dire che vorresti l’unità del partito, visto che le condizioni per tale soluzione appaiono, salvo clamorosi ripensamenti garibaldini del buon Fini, ben lontane.


ps: in data 14 maggio 2010 il sondaggio è stato rimosso, per non "importunare" la campagna elettorale del sig. Antonio Doneddu.



Antonio Doneddu ha detto...

Vedrai che il dubbio lo chiariremo. Piuttosto Maurizio mi spieghi perchè dovrei "allinearmi" sull'una o sull'altra corrente quando le ritengo, oggi più che mai, un mezzo per consolidare o tutelare posizioni personali piuttosto che per perorare nobili cause? In altre epoche la corrente minoritaria ambiva a conquistare la leaderschip del partito, aveva la presunzione di fare meglio e il coraggio di sfidare il capo; formulava proposte strategiche alternative e le metteva apertamente in discussione. Possono essere credibili quindi le cd. correnti che attualmente esprimono quei concetti "rivoluzionari" che vengono però rozzamente presentati tanto far sorgere il dubbio che a chi li propone poco importi vederli attuati? Non mettono mai in discussione il capo queste teorie, viene sempre precisato questo aspetto, dovremmo chiederci come mai. E' importante la risposta secondo me perchè quando si ritiene di essere nel giusto occorre sfidare anche le posizioni più forti, se non lo si fa o non si è convinti di ciò che si proclama o si è codardi. Vedi, per un militante come me che non ha applaudito quel Fini che diceva che gli omosessuali non dovrebbero insegnare o che si batteva contro il divorzio, è difficile allinearsi ad uno schema così incoerente. Avrei potuto esultare per altre cose giuste sostenute dalla stessa persona, ma ho difficoltà a scindere quelle cui crede veramente dalle altre più funzionali al rafforzamento di posizioni personali. Cos'è la coerenza dunque? Significa seguire qualcuno solo perchè è leader, prendendo per oro colato tutto ciò che racconta solo perchè lo dice lui, anche se è tutto e il contrario di tutto, oppure si è coerenti quando si difendono dei principi e valori che provengono da una storia, da un convinto e profondo percorso culturale e sentimentale che appartiene a ciascuno di noi? Vorremmo mai essere costretti a dover spiegare ai nostri figli che cambiamo opinione continuamente solo perchè lo dice qualcuno e non perchè di una tesi ci siamo convinti? E’ un nodo cruciale questo sai, traccia la differenza tra il povero diavolo e un uomo. Ho solo voluto aggiungere qualche interrogativo e auspico che questa discussione possa continuare, io dubbi ne ho tanti, come li ho sempre avuti peraltro, voglio scioglierne qualcuno ma lo voglio fare senza bende negli occhi.
Un caro saluto
Antonio Doneddu



Maurizio Caredda ha detto...


... Serafi'!! caso mai quando ci vediamo me lo spieghi meglio.... :-)


2 commenti:

Antonio Doneddu ha detto...

Vedrai che il dubbio lo chiariremo. Piuttosto Maurizio mi spieghi perchè dovrei "allinearmi" sull'una o sull'altra corrente quando le ritengo, oggi più che mai, un mezzo per consolidare o tutelare posizioni personali piuttosto che per perorare nobili cause? In altre epoche la corrente minoritaria ambiva a conquistare la leaderschip del partito, aveva la presunzione di fare meglio e il coraggio di sfidare il capo; formulava proposte strategiche alternative e le metteva apertamente in discussione. Possono essere credibili quindi le cd. correnti che attualmente esprimono quei concetti "rivoluzionari" che vengono però rozzamente presentati tanto far sorgere il dubbio che a chi li propone poco importi vederli attuati? Non mettono mai in discussione il capo queste teorie, viene sempre precisato questo aspetto, dovremmo chiederci come mai. E' importante la risposta secondo me perchè quando si ritiene di essere nel giusto occorre sfidare anche le posizioni più forti, se non lo si fa o non si è convinti di ciò che si proclama o si è codardi. Vedi, per un militante come me che non ha applaudito quel Fini che diceva che gli omosessuali non dovrebbero insegnare o che si batteva contro il divorzio, è difficile allinearsi ad uno schema così incoerente. Avrei potuto esultare per altre cose giuste sostenute dalla stessa persona, ma ho difficoltà a scindere quelle cui crede veramente dalle altre più funzionali al rafforzamento di posizioni personali. Cos'è la coerenza dunque? Significa seguire qualcuno solo perchè è leader, prendendo per oro colato tutto ciò che racconta solo perchè lo dice lui, anche se è tutto e il contrario di tutto, oppure si è coerenti quando si difendono dei principi e valori che provengono da una storia, da un convinto e profondo percorso culturale e sentimentale che appartiene a ciascuno di noi? Vorremmo mai essere costretti a dover spiegare ai nostri figli che cambiamo opinione continuamente solo perchè lo dice qualcuno e non perchè di una tesi ci siamo convinti? E’ un nodo cruciale questo sai, traccia la differenza tra il povero diavolo e un uomo. Ho solo voluto aggiungere qualche interrogativo e auspico che questa discussione possa continuare, io dubbi ne ho tanti, come li ho sempre avuti peraltro, voglio scioglierne qualcuno ma lo voglio fare senza bende negli occhi.
Un caro saluto
Antonio Doneddu

Maurizio Caredda ha detto...

... Serafi'!! caso mai quando ci vediamo me lo spieghi meglio.... :-)