giovedì 24 aprile 2014

La vera storia di ZIA PEPPINA....(Funerali solenni e omelia di Leo) 5°parte

Il mesto corteo partì alle 15 in punto dalla casa dell’estinta accompagnato da tutto lo stato maggiore della appena eletta sinistra maggioranza, con in testa il neo primo cittadino. Lungo il percorso sino alla parrocchia omissis due ali di folla a fare da cornice attraverso le vie cittadine. Qualcuno piangeva, è vero, ma la maggior parte della gente ozierese sorrideva perché quello non era proprio un funerale ma una festa della liberazione, la liberazione dagli odiati nemici della destra reazionaria che per due legislature avevano imperversato nel Palazzaccio. Il sacrificio di Zia Peppina, infatti, non era stato vano e con la sua dipartita iniziava comunque una nuova era per Ozieri. Dai balconi di Donnigazza, Corralzu, Cadeddu e di tutti i quartieri storici della città scendevano, mossi dal vento, lunghi lenzuoli bianchi ma soprattutto rossi o comunque, per non esagerare, tendenti al rosso e, al passaggio piovevano sul corteo manciate di garofani anche quelli sul rossastro!
La chiesa era strapiena ed erano presenti tutte le associazioni cittadine, le bandiere delle varie società e praticamente tutto l’arco politico locale, per significare l’affetto che tutti provavano per lei. Le delegazioni dei partiti, prima quella del PD, poi Carmelino con Bice e la delegazione del partito-famiglia al completo, Uccino, penna Bianca e via via tutti gli altri, neo eletti e trombati, Gigiotto ancora inesperto ma già strappa consensi, qualche cane sparso qua e là, insomma tutta la sinistra locale al completo. Fra le delegazioni ospiti anche quella del PDL guidata per l’occasione da Nannino a causa di una improvvisa indisposizione post elettorale di Cubetto, in un angolo in fondo alla navata sinistra lo sparuto gruppetto degli irriducibili compagni dell’opposizione trozschista interna guidati dall’onorevole Attili e, dall’altro lato la delegazione del Milan Club ozierese composta dal Presidente e dalla Segretaria con lo stendardo ufficiale. Ebbene si, Zia Peppina la rossa, Zia Peppina la Stalinista incorreggibile, Zia Peppina icona della sinistra cittadina era MILANISTA! Non è possibile direbbe qualcuno, ed invece la sua fede incrollabile nei colori rossoneri risaliva ai tempi di quando era ragazza. Dovete sapere, infatti, che al contrario della Iuventus e dell’Inter che hanno sempre rappresentato la tifoseria ricca e borghese delle rispettive città, il Milan è sempre stata la squadra del cuore della Milano operaia e proletaria, e il fatto che dopo sia arrivato a dirigerla zietto Silvio non ha mai fatto venire meno la fede della nostra per i colori milanisti ed ecco spiegato il mistero della benevolenza che Zia Peppina aveva sempre mostrato per il Berlusca. Tutto ciò irritava non poco Carmelino, iuventino sfegatato oltre che comunista, come abbiamo avuto modo di apprendere alcune settimane fa, e il fatto di non essere riuscita a convertirlo alla fede rossonera dopo averlo convertito, da democristiano sfegatato che era negli anni giovanili, alla falce e martello, era stata probabilmente una delle maggiori angustie della povera zietta! 

Sia come sia la cerimonia andò avanti abbastanza rapidamente, tuttavia al posto di un brano del Vangelo si optò, date le circostanze, per la lettura di una breve riflessione tratta dal III capitolo del capolavoro “Dialoghi con la Notte” di Nichi Vendola: “Io credo che dobbiamo avere il coraggio di nominare la notte e di costruire collettivamente la narrazione dell’attesa dell’alba. Ma per andare incontro all’alba abbiamo bisogno di ricostruire dentro di noi la volontà soggettiva, una volontà convertita, di cercare luce. Dobbiamo ritrovare la nostalgia della luce, dobbiamo preparare una culla per quell’alba, dobbiamo andarle incontro. Speriamo che si tratti di qualcosa che potremmo raccontare in prima persona, perché vorrà dire che avremo sconfitto il buio della notte, che avremo preservato la bellezza e la decenza dalle insidie delle tenebre”. A seguire un breve dibattito di circa tre quarti d’ora e si passò finalmente all’omelia che il parroco, con grande sensibilità, lasciò a Leo che così esordì: ((Carissimi fratelli e sor…., ehm, scusate, carissimi compagni e compagne, siamo quì oggi per portare l’ultimo saluto alla nostra cara, impareggiabile Zia Peppina che ci ha improvvisamente lasciati, due giorni fa, proprio quando era arrivato il tanto atteso momento della riscossa. Zia Peppina non è più con noi ma il suo spirito aleggia in queste navate, avvolge i nostri pensieri, protegge il nostro agire, invade il nostro cuore. Quanti ricordi si affacciano nella mia mente, quando da piccolo democristiano giocavo nei vicoli di Corralzu e lei mi chiamava”Leonà, Leonà, lassalo narrere sos peideroso!” E’ stata per noi un faro, una guida nel bene e nel male, ci ha aiutato a superare i terribili momenti di quando, nel Palazzaccio imperversavano Fadda e Cubetto, anni bui e di sofferenza. In quegli anni lei, pensionata al minimo non arrivava a metà della seconda settimana del mese ma non si lamentava, accettava tutto con dignità e quando andava in Comune a cercare un aiuto ai Servizi Sociali spesso veniva cacciata fuori in malo modo da quelle Dirigenti che, come primo atto della nuova Giunta, provvederemo subito a rieducare! Mentre ad Ozieri imperversava l’odiata destra lei soffriva in silenzio e solo Carmelino portava il suo grido di dolore nel Consiglio comunale. E’ venuta a mancare proprio nel momento del trionfo, troppo grande è stata la gioia di vedere finalmente il Palazzaccio conquistato, gli usurpatori cacciati, le Arpie zittite, e troppo forti sono state per lei le emozioni che si sono susseguite negli ultimi giorni, mercoledì scorso la vittoria del suo adorato Milan in Coppa dei Campioni e lunedì la gioia della vittoria elettorale, e così il suo grande cuore di compagna indomita non ha retto. Addio Peppina, non ti dimenticheremo mai, da lassù guida i nostri passi, fortifica i nostri ideali, illumina il nostro cammino!!)).

AMEN!

La prossima puntata il testamento olografo di Zia Peppina

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi viene da piangere, povera Zia Peppina se sapesse come hanno ridotto Ozieri i cari compagni....!!

Anonimo ha detto...

E come l'hanno ridotta! Dieci anni fa Ozieri era una landa deserta e oggi è un'isola felice, passiamo da una festa all'altra, meglio di così.. si muore!!